Eipas ‘Hêlie khaire’
Kleombrotos Hômbrakiôtês
hêlat’ af’ hupsêlu
teikheos eis Aidên,
axion uden idôn thanatu
kakon, alla Platônos
hen to peri psukhês gramm’ analexamenos.
Cleombroto d’Ambracia
da un alto muro
si gettò nell’Ade.
Non gli era capitato alcun male
che fosse degno di morte;
aveva solo letto
uno scritto di Platone;
quello intorno all’anima.
(Callimaco, Epigrammi, XXIII)
Un gesto estremo completa la riflessione dopo la lettura di un testo di Platone. Surreale, questo è il termine che mi viene in mente.
Questo epigramma non è scivolato via, ma è rimasto stabile in una zona oscura della mia testa e ogni tanto si ripropone prepotentemente come un mantra.
Rappresenta un’immagine di smarrimento, lo smarrimento creato da una riflessione mai fatta, forse per ignoranza, forse perchè non ci si è mai posti il problema, e che ora si presenta in giacca e cravatta alla nostra porta.
E’ l’azzeramento iniziale creato da un’idea completamente rivoluzionaria o fino ad allora lasciata sepolta in un cassetto sconosciuto.
E’ capitato anche voi ,immagino, di leggere un libro o guardare un film e rimanere in uno stato di torpore o inerzia per diverso tempo; la vostra personalità è stata completamente assorbita dall’opera, è stata “mesmerizzata”, e prima di riprendere la vostra abituale capacità di azione deve passare un lasso di tempo più o meno lungo.
Tutta la vostra energia mentale è concentrata su quell’immagine creatasi nel vostro cervello…ogni pensiero va a parare li….e le tematiche di cui riuscite a parlare sono quelle.
“Lost in translation”,”The island”,”L’onda” queste sono le mie opere cinematografiche guida, quelle che mi hanno lasciato un segno indelebile.
La raffinatezza e la profondità delle tematiche di un dramma esistenziale in giappone mi hanno posto domande sulla mia capacità di Essere e Sentire.
Il diritto alla vita e la personalità di “The Island” insieme alla mia volontà di un rinnovamento esposta nel film “L’onda”: un esperimento sociale che poteva essere grandioso, che annullava ogni differenza, finito tragicamente.
Ora la fatidica domanda: cosa, culturalmente e artisticamente, vi ha colpiti da lasciarvi una simile sensazione?