C’è qualcosa che non funziona ultimamente.
La letteratura Indù, che come altre filosofie orientali ha una concezione ciclica del tempo, definisce questa nostra era , come “l’era del ferro”, il KalyYuga.
La società si disgrega, saltano i legami, la spiritualità si affievolisce ; sottolineo il termine spiritualità e non religione, in quanto per me la differenza è netta.
Io trovo che da spettatore, o comunque da piccolo attore per ora, tutto ciò si stia avverando.
E’ il nostro incubo, l’incubo del anno 1000, il terrore delle religioni monoteiste, la paura dell’ignoto degli esploratori , ovvero che tutto possa finire, che tutto possa cadere in un Inferno costruito ad arte, per ingoiare tutto e giudicare ogni singola persona per i suoi atti.
Ed è proprio giudicare la cosa che ci sta distruggendo; lo strumento più usato da chi ha paura di questa distruzione: un terribile controsenso.
Accendo la Tv e vedo gente che sbraita e sputa sentenze, che ha ragione, sempre e comunque, che ha la soluzione giusta, che sa dov’è la radice del Male, che ti insegna ciò che è giusto fare e ciò che non lo è; facendo così stiamo perdendo due punti chiave:
- il buon senso e la razionalità
- riconoscere l’ordine delle cose
1) Lasciar prendere il sopravvento all’istinto, al lato bestiale di noi umani è facile, è nascosto nella nostra coscienza più profonda da millenni e soprattutto è “comodo” perchè non richiede sforzi eccessivi . Ma così facendo si innesca una reazione a catena di giudizi e pregiudizi. Si pensa insomma che il proprio prato sia più verde di quello del vicino e questo ci spinge a creare invidie e rabbie che lacerano la società (l’Italia subisce tali effetti da secoli).
Si invoca la pena di morte sapendo che sicuramente si è dalla parte giusta, e ancora “meglio” che Dio sta con te.
Il relativismo è visto con orrore, come un qualcosa che possa far naufragare la nave della società, ma questo forse proprio perchè non si sa più usare il buon senso e la razionalità, prendendo consapevolezza che si potrà trovare una soluzione ottimale, anche se al momento non possiamo vederla.
2) Non riconoscere che la Terra trova sempre una soluzione di equilibrio è deletereo. La Terra si compone di infinite reti che permeano la nostra esistenza.
I sistemi cellulari, gli ecosistemi, il sistema neurologico, le reti economiche, le reti web e le reti di difesa ad esempio funzionano tutte allo stesso modo e in una rete tutti gli elementi si ditribuiscono e si “relazionano” in modo da ottenere sempre uno stato di equilibrio. Non riconoscerlo sarebbe patologico.
Questo vuol dire accettare qualsiasi tipo di evento, anche provocato da altri in quanto tutti noi facciamo parte di una “rete” e che le nostre azioni dipendono comuqnue da quelle di chi ci stà attorno; anche se questo fosse causato da altri attorno a noi e noi dovessimo subire passivamente, non accettare la morte, i dispiacere e giudicare il tutto come se fosse una causa esterna a noi sarebbe il primo passo verso il peggio, ri-innescando il processo di “giudizio” molto caro alle religioni monoteiste.
Riporto a riguardo un aneddoto di un avvenimento capitatomi qualche anno fa in vacanza, con amici, in Norvegia. Ero con la mia famiglia ed amici di famiglia sul molo del porto di Olso ad aspettare il battello per la gita nel fiordo. Un nostro amico fotografo, volendo fare una foto ai gabbiani prende un sacchetto di pesci che giaceva li di fianco e lo rovescia. I gabbiani si fiondano e iniziano a beccarsi tra loro per prendere più cibo degli altri. 2 signore del gruppo di viaggio, profondamente cattoliche esclamano che uno dei gabbiani prepotentemente cacciava via gli altri, che era cattivo e iniquo; quindi prendono dei pesci e li lanciano verso gli altri gabbiani che ignorano e volano via.
Questo è un esempio di compassione cattolica estrema (ovvero non accorgersi dell’ordine naturale delle cose) e di un processo di giudizio e appropriamento della verità.
Queste sono le leve che mi spingono anche, e qua lo dico, ad interessarmi a filosofie orientali e religioni pagane.
Concludo dicendo che sono semplici osservazioni della quotidianità e opinioni senza pretesa di ragione, ma spero possano aiutarci a parlare e dibattere
mala tempora currunt purtroppo … lo dicevano i romani e lo diremo anche noi, in attesa del cambio di era